Tutor, arriva la sentenza: “Autostrade per l’Italia deve rimuoverli, copiato il brevetto”
Autostrade per l’Italia deve rimuovere e distruggere tutti i Tutor esistenti sulla rete autostradale perché costituiscono violazione di brevetto. La Corte di Appello di Roma, dopo un processo nato nel 2006 e durato 12 lunghi anni, ha stabilito che il sistema di sorveglianza (e controllo della velocità) che Autostrade per l’Italia utilizza ormai da tempo, è viziato da violazione di brevetto. L’azienda Craft, grazie al lavoro del professor Vincenzo Vigoriti e dell’avvocato Donato Nitti, è riuscita a farsi riconoscere la proprietà del brevetto. Costringendo così Autostrade a togliere dalle vie di comunicazione tutti i Tutor. La Corte d’appello di Roma ordina anche ad Autostrade di astenersi per il futuro dal fabbricare, commercializzare e utilizzare il sistema in violazione del brevetto. Per ogni giorno di ritardo Autostrade dovrà pagare a titolo di sanzione civile 500 euro in favore della Craft. La società è stata anche condannata al pagamento delle spese legali. La Corte d’appello non ha riconosciuto il diritto della Craft al risarcimento ma la piccola azienda toscana potrà chiedere ad Autostrade di comprare il brevetto.
“La decisione della Corte d’Appello di Roma – spiega Autostrade, attraverso le colonne del quotidiano La Repubblica – riconosce che non c’è stato alcun arricchimento da parte di Autostrade per l’Italia, non avendo la concessionaria ottenuto alcun vantaggio economico dall’utilizzo del sistema che ha come unico obiettivo quello di tutelare la sicurezza dei clienti, né alcun danno per Craft. Pertanto, la sentenza di oggi non prevede alcun indennizzo a beneficio di Craft per l’utilizzo del sistema”.





